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Strategie inter-scala a tutela della biodiversità

Da Massimiliano Tripodo

Pubblicato 16 febbraio 2026

Uno studio condotto da ricercatori cinesi conclude che gli adattamenti della biodiversità ai cambiamenti climatici sono applicati in modo diverso a livello regionale, di paesaggio e di sito, ma devono essere incrociati attraverso interazioni verticali per essere efficaci.

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Lo studio dimostra che per aiutare la biodiversità ad adattarsi ai cambiamenti climatici è necessario agire a tre livelli collegati: regionale, del paesaggio e del sito. Ogni livello ha compiti diversi, ma devono lavorare in modo incrociato.

  • Livello regionale: I governi utilizzano una pianificazione su larga scala basata sul monitoraggio continuo e sulle valutazioni climatiche.

  • Livello del paesaggio: La conservazione si concentra sul collegamento tra le aree protette attraverso corridoi e pietre miliari, sul miglioramento del territorio circostante (la "matrice") e sulla protezione dei rifugi climatici.

  • Livello del sito: I gestori proteggono le specie chiave nei loro habitat naturali (in situ), utilizzare la conservazione fuori sede (ex situ) quando necessario, e monitorare da vicino le specie invasive.

Lavorando a questi livelli si evitano pianificazioni sbagliate e azioni non corrispondenti. Le valutazioni climatiche regionali guidano la scelta dei corridoi e i paesaggi connessi aiutano le specie a riprendersi a livello locale.

Esempi come il Programma Chesapeake Bay, il Rete Natura 2000 nell'UE e la gestione della migrazione degli elefanti asiatici mostrano come il coordinamento tra i vari livelli possa avere successo.