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Deputata australiana Steggall: anche la politica si adatta

Da Sergio Matalucci

Pubblicato 12 gennaio 2026

L'ex medaglia olimpica invernale di slalom spiega come la politica stia cambiando a causa di due tendenze: il cambiamento climatico che colpisce direttamente la popolazione e la maggiore partecipazione dei giovani elettori.

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Sì. Gli incendi della Black Summer 2019-20 sono stati un punto di svolta in Australia. La distruzione di case, vite e animali selvatici ha fatto sentire il cambiamento climatico immediato e personale. Per molti non si trattava più di una minaccia lontana, ma di qualcosa che stava accadendo ora e che era legato a decisioni politiche.

Sì. Nel elezioni federali del 2022 si è registrato un forte aumento dei consensi per gli indipendenti e i partiti minori che si occupano di clima. Molti elettori, soprattutto nei seggi tradizionalmente sicuri, si sono allontanati dai partiti principali che ritenevano troppo lenti nell'azione per il clima.

Da 2025 le questioni legate al costo della vita sono diventate più importanti, ma il clima è rimasto importante. Gli elettori hanno continuato a sostenere i candidati con politiche climatiche chiare, anche se il tema ha ricevuto meno attenzione da parte dei media. L'aumento dei costi assicurativi e i ripetuti disastri hanno tenuto in primo piano i rischi climatici.

Nel complesso, il sostegno agli indipendenti e ai partiti minori è cresciuto nelle ultime tre elezioni.

Gli elettori più giovani hanno giocato un ruolo fondamentale. Nel 2025, i Millennials e la Gen Z sono diventati il gruppo elettorale più numeroso. Gli australiani più giovani sono generalmente più preoccupati per i cambiamenti climatici e spesso sono più direttamente colpiti dai costi degli alloggi, dalla precarietà del lavoro e dalle condizioni meteorologiche estreme. Questo ha influenzato le loro scelte di voto.

Anche le comunità pesantemente colpite da incendi, inondazioni o siccità hanno dimostrato un maggiore impegno politico sulle questioni climatiche.

L'Australia è un grande esportatore di carbone e gas, il che crea tensioni. Il Paese beneficia economicamente delle esportazioni, ma è anche vulnerabile agli impatti climatici.

Molti elettori sostengono l'azione per il clima, ma vogliono anche stabilità economica. I partiti considerati strettamente legati alle industrie dei combustibili fossili subiscono crescenti pressioni, soprattutto nelle comunità colpite dal clima. I candidati indipendenti e favorevoli al clima si posizionano spesso per offrire un approccio equilibrato: sicurezza economica e azioni più incisive per il clima.

Sì. Oggi c'è un ampio consenso sul fatto che il cambiamento climatico sia reale. Il dibattito si è spostato da "Sta accadendo?" a "Cosa dobbiamo fare al riguardo?"

L'attenzione si sta allargando dalla semplice riduzione delle emissioni (mitigazione) alla preparazione agli impatti (adattamento) e alla garanzia di una transizione equa per i lavoratori e le comunità. Tuttavia, molti australiani potrebbero ancora sottovalutare la gravità degli impatti futuri.

Sì. Le aree più colpite da incendi, inondazioni e siccità hanno mostrato un maggiore impegno politico nei confronti del clima. Le comunità chiedono sempre di più un migliore coordinamento tra i governi locali, statali e federali per la risposta ai disastri e la pianificazione della resilienza.

Gli elettori preoccupati per i rischi climatici e meteorologici estremi tendono a sostenere i candidati che:

  • Impegnarsi per una forte riduzione delle emissioni

  • Investire nelle energie rinnovabili

  • Costruire la resilienza climatica e la preparazione ai disastri

  • Promuovere la trasparenza e l'integrità della politica

La politica climatica è sempre più vista non solo come una questione ambientale, ma come un elemento centrale della sicurezza economica e della comunità.