Webinar di presentazione del programma EPIC Deploy

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ONU & Italia lanciano bando per raffreddamento in 5 paesi

Da Sergio Matalucci

Pubblicato 1 settembre 2026

La domanda di refrigerazione sta aumentando rapidamente, esercitando una pressione crescente sui sistemi energetici e contribuendo alle emissioni di gas serra. Sostenendo progetti concreti nei mercati in via di sviluppo, il programma può contribuire ad accelerare l’adozione di tecnologie di refrigerazione efficienti dal punto di vista energetico e resilienti ai cambiamenti climatici, con applicazioni in diversi settori, compreso quello sanitario.

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Il governo italiano, in collaborazione con la Cool Coalition del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), ha indetto il primo bando EPIC Deploy (Enabling Pledge Implementation for Cooling). I finanziamenti mirano a promuovere soluzioni di raffreddamento scalabili, resilienti al cambiamento climatico e sostenibili, con particolare attenzione al settore terziario, all’industria e alla catena del freddo.

"L’iniziativa sostiene progetti pilota tecnicamente e finanziariamente fattibili che offrano benefici misurabili in termini di efficienza energetica e tutela ambientale, rafforzino la resilienza climatica e dimostrino un percorso chiaro verso l’attuazione, la replicabilità e l’adozione da parte del mercato", hanno affermato l’ONU e il governo italiano.

I finanziamenti devono essere compresi tra 200.000 e 1 milione di dollari. Non vi sono limiti massimi al budget o alle dimensioni del progetto, a condizione che il progetto riceva almeno il 20% di cofinanziamento.

Il termine per la presentazione delle candidature relative a progetti in Brasile, Etiopia, Kenya, Marocco e Tunisia scadrà il 31 ottobre 2026. I progetti devono essere proposti da consorzi internazionali composti da enti pubblici, privati e/o di ricerca.

"I consorzi internazionali devono essere composti da almeno un ente pubblico, uno privato e/o un ente di ricerca. Almeno un partner deve avere sede in uno dei paesi destinatari (Kenya, Marocco, Tunisia, Etiopia, Brasile)", si legge sul sito web dedicato.